L'Oscuro Trionfo

 

Quando parliamo di INCHIUVATU non bisogna mai associare questo nome ai normali canoni che hanno definito le black metal band dei primi anni ’90. Siano esse italiche che straniere. La personalità strabordante di Agghiastru ha dato luogo a diversi e contrastanti progetti fin da subito, e il motivo è da ricercarsi nell’assoluta volontà di questo artista a non fermarsi mai su una cosa fatta. Anzi, ricercare sempre qualcosa di nuovo per esaltare la propria fantasia descrittiva. Tale frenesia ha dato origine a impensabili lavori quali Mediterraneo Atto I de La Caruta di li Dei, Liack dei Lamentu o TrinaCaprouM degli Astimi. Senza dimenticare il debut album di Inchiuvatu del 1997.


Inchiuvatu è dunque un territorio di sperimentazione e di ricerca di quel luogo mistico che molte band, specie quelle nordiche (si veda l’albero sacro Yggdrasil o le foreste vampiresche di carpazia) hanno raccontato ed esaltato nelle loro composizioni. L’iniziale giardino dei piaceri descritto in Addisìu, un po’ epicureo, un po’ siculo-metafisico, oggi si sta evolvendo, sta maturando nuove energie e arrivano nuove scoperte. Spesso ho sentito parlare Agghiastru come di un archeologo che scava in quella valle infinita di emozioni che è il bacino Mediterraneo tra l’Isola Ferdinandea e Agrigento. Il territorio puramente conosciuto come Sikània.


Ciò è evidentissimo e si sta materializzando nel lavoro complessivo della Pentalogia 2008-2016 (non ancora conclusa) con enormi sforzi creativi e illuminazioni. Ma volendo tralasciare la parte musicale, oggi voglio concentrarmi qui, in questo articolo, sulla voce. Sull’aspetto vocale del progetto Inchiuvatu.


Fin dai tempi di Addisìu era evidente che il cantato in growl o scream, non fosse sufficiente a narrare le vicende musicali folk, prog, black metal. Escludendo le suadenti voci femminili, si evidenziava un più ampio spettro sonoro fatto di sussurri, recitati, falsetti, nonché un cantato pulito e baritonale. Nel 2004 Agghiastru affida a Rosario Badalamenti la quasi totalità del cantato sul disco Piccatu. Rosario si avvale di un multi effetto per rendere la sua voce ancor più fredda e industriale. Questo crea un netto contrasto tra le atmosfere ammalianti e folk in questione, e un modo allucinato di gestire il registro vocale, ma al contempo diventando uno dei suoni  vocali della musica di Inchiuvatu.


Ora è necessario inquadrare tutte queste sfumature vocali nella Pentalogia. E già, perché in 33 Agghiastru ha preso in considerazione l’idea di fare anche una panoramica sugli stili di canto usati in tutti questi anni.  Infatti nel primo capitolo della pentalogia troviamo il cantato in scream naturale. Ma subito dopo, Ecce Homo, viene cantato totalmente sussurrato. Scelta alquanto bizzarra ma che sarà anche la caratteristica del ‘nuovo’ progetto Tenebra (in uscita tra poco). In INRI, probabilmente l’EP più sperimentale, la voce si fa più acida e rock. Agghiastru canta con un registro ammonitore, fatto di recitati e narrazioni meno distorte, ma poi arriva anche il falsetto di Cristo Pasto a spiazzare tutti. La voce sul quarto episodio, Via Matris, poiché tutto acustico, ritorna naturale in scream, ma è chiaro ormai che, dove possibile, si può anche cantare pulito o in falsetto (le prime tracce di falsetto risalgono a Cristu Crastu del 1995, e poi molto più marcatamente nel brano Avìa di Miseria del 2008).


Chi o cosa manca all’appello? Ovviamente il nostro Rosario Badalamenti. Contribuirà infatti anche lui al cantato di Via Lucis. Anzi, Agghiastru, avendo finito di scrivere i testi qualche settimana fa, ha deciso di affidarglieli quasi totalmente. Ma vi starete chiedendo di che parlano i testi di questo nuovo EP? Questo sarà argomento di un altro capitolo.


Quindi di certo ritorna la voce di Piccatu, per intenderci, ma le voci di Inchiuvatu rimarranno tante e bizzarre come sempre: falsetto, recitato, scream o growl, pulito o acido. Rosario, dal canto suo, è onorato di arricchire quest’ultimo EP poiché nel segno della via della luce, e la sua voce malefica non poteva che indirizzare tutto il lavoro ad un oscuro trionfo.     

 

Marco INCH Productions staff

























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