VIA LUCIS le foto

 

Alcuni mi dicono che non appaio come dovrei. Che dovrei mostrarmi molto di più. Foto, video, e sfruttare l’immagine che, come si intuisce, oggi probabilmente vale più del contenuto. Non ho un ego tale da doverlo soddisfare continuamente con una bella foto e qualche approvazione virtuale, e men che mai capisco la gente che smania di apparire a tutti i costi pur non avendo niente da comunicare, oltre l’apparire fine a se stesso, appunto.

Mi piace molto questo verbo apparire, anche se faccio ancora fatica a capire l'esigenza di un selfie, di una miriade di foto che documentano costantemente ogni attimo della propria esistenza, e posso con sincerità affermare che, specie sui vari social, viene spesso messo in scena, per l'appunto appare, il nulla, il vuoto che domina chi si mostra senza necessità e soprattutto senza contenuto, tanto per ''esserci'', pensateci.

Le foto per un musicista, o una band, sono un ottimo veicolo per continuare a raccontare quello che hanno espresso nei loro album. Mi capita spessissimo di vedere dei tizi impalati con braccia conserte a scrutare il niente, come se i loro dischi sapessero di niente, eppure non è così. I dischi sono validi, ma il racconto si ferma alla musica, peccato.

Personalmente vorrei che, prima ancora di essere considerato un musicante, mi si identifichi più come un teatrante, e poiché tutto è teatro, degnamente va messo in scena qualcosa che, se vuole attirare l’attenzione, deve avere il valore di intrattenere ad alti livelli, altrimenti è meglio tacere, scomparire.

Ma, polemiche a parte, vi racconto invece la mia idea fotografica per questi ultimi EP.

Avrete notato che sulle foto di accompagnamento a Via Matris ero ritratto disteso su di un divano, mentre per le foto che accompagnano Via Lucis, sempre sul divano, ma in una fase di risveglio. Poiché ho sempre ritenuto la musica, i testi, l’abbigliamento,  non trascurabile per la completezza di album artistico, ho pensato di ''raccontare'' attraverso le foto anche lo stato d’animo che mi ha portato a creare questi lavori.

Con INRI Inchiuvatu poteva anche archiviare la sua storia, infatti si parlava allora di una trilogia di EP, ma poi decisi di ''sognare'' un nuovo inizio, o di continuarne la fine. Ecco quindi che nel dolore del tema e della fase in cui cercavo disperatamente una nuova via per il progetto, le foto di Via Matris mi ritraggono sognante, inerme, quasi morto. O comunque in una fase transitoria della vita. Pian piano, nelle foto di Via Lucis, avviene un risveglio… In linea con il tema del risorto volevo che Inchiuvatu risorgesse ad una nuova fase, che poi è il cammino che mi sono preposto in questo momento della Pentalogia. Diciamo che, da quel divano comincio a ridestarmi, a manifestare la ferma volontà di alzarmi da quel torpore. Un’illuminazione giunge al sogno aprendo il cuore ad un altro sogno. Vivere la vita, dare vita a Inchiuvatu. Pian piano cercherò anche di schiudere gli occhi che finora hanno negato il mondo lì fuori, pur comprendendo che, per quanto possa continuare a sognare Inchiuvatu, tutto rimane nell’illusione del teatro, ma finché siamo in ballo dobbiamo ballare, o se preferite ''semu pupi in un teatrinu e inscenamu la vita, la nostra recita''.

 

Dunque, nelle foto, mi propongo di far apparire, o continuare il tema, il significato, l'immagine della musica, del testo e della mia urgenza. Probabilmente nelle prossime foto spero di poter raggiungere uno stato di grazia meno oscuro di quello che vedete, una illuminazione concreta e definitiva, e magari la musica giungerà ad un livello superiore. Magari a occhi aperti, e non certo a braccia conserte.

 

- agghiastru

 

 

 

 

 

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