INCHIUVATU Via Matris

Il 2 Novembre, è uscito il nuovo EP di INCHIUVATU, Via Matris.

Fa parte di una pentalogia di EP iniziata nel 2008 con '33', continuata con 'Ecce Homo' nel 2009, poi con 'INRI' nel 2013, e ora con 'Via Matris'. Il 3 Aprile 2015 (venerdì santo) arriverà la conclusione di questo viaggio di ricerca sonora e musicale. A differenza di 'Via Matris', interamente suonato in acustico, il nuovo 'Via Lucis' sarà tutto elettrico e non privo di sorprese.


Via Matris è una perlustrazione del mondo black metal e delle sue trame, ma soprattutto del suono caratteristico di Inchiuvatu che, fin dai tempi di Addisìu, ha manifestato la volontà di intraprendere sempre nuove e diverse strade.

Dal 2008 Agghiastru, consolidate le influenze sicule mediterranee, che fanno del sound di Inchiuvatu un originalissimo crossover di folk black metal esotico, esplora le altre componenti compositive. In ‘33’ per esempio, usando in studio la drum machine tipica dei vecchi album (Addisìu in primis) mette in pace presente e passato sonoro del progetto. In ‘Ecce Homo’ usa una batteria scarnificata e ridotta al minimo, con tamburi perlopiù, e una registrazione in presa diretta immerso in mezzo alla campagna notturna. In ‘INRI’ del 2013, si fa ancor più largo uso di strumenti non canonici e l’utilizzo di apparecchi analogici, alla ricerca di un suono più caldo e soprattutto naturale.

Ma è con questo ‘Via Matris’, interamente composto e suonato ACUSTICO che, pur mantenendo la struttura folk black metal alla Inchiuvatu, tutto vira verso scenari tribali ed evocativi, e con l'intenzione dichiarata di condurre l'ascoltatore sotto le ramificazioni di un ulivo selvatico dove poter inscenare il rendez-vous con la Vergine Maria e i sui sette dolori. La domanda è: si può fare musica estrema suonandola interamente con strumenti acustici?

‘Via Matris’ suona in assenza di elettricità. Tutti gli strumenti usati sono 'legno puro': viola, piano, tromba, percussioni, chitarre, flauti, campanacci,  lingue di menelik. La visione che Agghiastru ha voluto fornire di questo “nuovo” suono del percosso di Inchiuvatu, è quella di trovarsi in una cavea greca e, amplificando la risonanza degli strumenti in modo del tutto naturale, accentuarne l'estremismo. Niente microfoni, processori, amplificazioni elettriche. Solo la purezza non corrotta e la potenza del suono reale, rilasciato dall’acustica del teatro greco con tutto il suo reverbero, ma devoto ad una visione estrema, tribale, rituale, primordiale, cosa che il black metal ha incarnato nel tempo, specie nei sui primi anni di vita. Il risultato? Non importa, perché intanto dovreste conoscere l'acustica di una cavea, poi assistere ad un concerto di Inchiuvatu espresso in questi termini... e dunque, consci della poca fattibilità dell'impresa, quello che è importante comprendere è lo sforzo creativo e di ricerca che Agghiastru compie,  acquisendo man mano, per il suo personalissimo progetto, elementi musicali che caratterizzeranno un suono unico, sempre originale e sperimentatore, ma anche anarchico e non convenzionale al mondo metal.

Il concept segue le vicende di Maria Vergine espresse nella Via Matris. Sono sette momenti conosciuti come 'i dolori di Maria', trafitta da 7 spade. Si va dall'apertura con l'annunciazione di Simeone, In Utero. La fuga in Egitto Ammuccia. Gesù che si perde nel tempio di Gerusalemme, Matri Addulurata. E poi i momenti più legati alla Via Crucis, con Maria che incontra Gesù caricato della Croce, Trafitta. Maria ai piedi della Crocifissione, Eterna Gloria, e il Cristo deposto dalla Croce Scrucifissu. L'ultimo atto è quello di Maria al  santo sepolcro, suggellato dagli Inchiuvatu con un brano assoluto dal titolo Santa Balata (dove balata sta per ‘pesante lapide di marmo’).

Meno nota della Via Crucis, Agghiastru si serve di questi racconti fantastici per narrare, non tanto le vicende religiose, bensì le vicende dell'uomo, della sua meschinità e fragilità, dei suoi dubbi e del suo tramonto prossimo futuro, su cui la 'santa balata' sentenzierà l'assoluto silenzio.


Hanno suonato:
Agghiastru, voce, piano, tromba, viola, chitarre.
Rosario Badalamenti, chitarre, viola
Tati, batteria e percussioni.

- marco ardagna

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